Alle origini del processo fotografico: di nuovo lo zampino di Aristotele

Postato su 30. ago, 2011 da reflex in Storia e tecnica fotografica

La storia della fotografia.Datare l’inizio di una “storia della fotografia” è piuttosto complesso: le piccole scoperte e innovazioni che si susseguono fino a portare alla concretizzazione del processo fotografico, possono essere fatte risalire già a partire dal IV secolo a.C., con le intuizioni di Aristotele.



Dalla camera oscura al fissaggio chimico dell’immagine

Contributi alla definizione e allo sviluppo della cosiddetta camera oscura furono forniti già da Bacone (XXII secolo) e da Leonardo da Vinci (XV secolo). Con i miglioramenti degli anni a venire la camera oscura, già nel ‘700 è ormai un dispositivo conosciuto e ampiamente adottato, anche se i suoi principali utilizzi si limitano in questo periodo allo studio prospettico e visivo. Sempre nel ‘700 iniziano a dare concreti risultati le ricerche relative ai processi chimici di riproduzione dell’immagine. E’ un francese, Joseph-Nicéphore Niépce, che per primo presenta un metodo per ottenere un’immagine attraverso l’esposizione alla luce di un’incisione su lastra, grazie all’utilizzo della camera oscura. Nel 1822 nasce così il processo fotografico dell’eliografia, successivamente migliorato e modificato, per poi essere ribattezzato dagherrotipia da Luois Mandé Daguerre, pittore che collabora con Niépce negli ultimi anni di vita di quest’ultimo e che giunse a correggere e a perfezionare notevolmente il processo. Successivamente, numerosi passi avanti si compiono anche sul fronte dei materiali sensibili e sui fenomeni chimici legati al processo fotografico. Dal calotipo di Talbot al negativo di vetro all’albumina di Abel Niépce, fino al collodio umido di Frederick Scott Archer e alla produzione delle lastre a secco al bromuro d’argento di Richard Leach Marddox, il procedimento continua a diventare sempre più efficace, diminuendo i tempi di esposizione, migliorando la qualità dell’immagine prodotta, ottimizzando le lavorazioni.

L’avvento della fotografia di massa: dalle compatte digitali

E’ il 1888 quando George Eastman lancia sul mercato la Kodak N.1. Per la prima volta, il mondo della fotografia viene aperto al pubblico di massa. Non è più necessario compiere complessi processi chimici per ottenere una foto, ma come dice lo slogan stesso della N.1, basta “premere un bottone”. Una volta perfezionato il processo fotografico tutte le maggiori case produttrici passano al miglioramento di obiettivi e accessori. In questi anni nascono la Leica I (1925), la Rolleiflex, la Contax, la Kine-Exacta (1936), apparecchi fotografici più piccoli e leggeri. Si afferma il formato 35mm. E’ in questo periodo che alla fotografia inizia a venire riconosciuto valore culturale e giornalistico. Sempre in questi anni viene studiato, scoperto e messo a punto il processo di impressione a colori. Nel 1908 Gabriel Lippman vince il premio nobel per la fisica ideando il sistema di coromofotografia interferenziale di riproduzione del colore. Già nel 1907 viene lanciata la Autochrome e molti cominciarono a lavorare sulla lastra a colori. Accanto ad essa entra nel mercato l’Agfacolor, e prende inizio il boom della fotografia a colori.

Il mercato internazionale

Intanto il mercato internazionale, capitanato dalla Germania fino agli anni Sessanta, vede entrare tra i protagonisti il Giappone, che con la Canon e la Nikon assume sempre maggiore importanza. E’ il 1959 quando nasce la Nikon F, e con essa comincia l’incredibile successo delle reflex. Sempre giapponesi sono i primi prototipi dotati di autofocus, e nel 1977 esce la prima compatta con autofocus marchiata Konica. Intanto il mercato fotografico esaurisce il suo boom, e già nel 1982 le produzioni vedono scendere notevolmente i propri guadagni.Saranno autofocus sempre più veloci e precisi, insieme alla produzione delle prime macchine digitali, a riattivare l’attenzione del pubblico. Già nel 1996 compaiono nelle vetrine le prime macchine digitali di costo medio. Seppur protagonista di un nuovo boom, la fotocamera digitale non soppianterà completamente quella tradizionale, che resta ancora radicata nella cultura e che rimane al centro delle attenzioni di molti dei suoi appassionati.

Copyright: Rocco Herrmann

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